Lutto nel Tennis italiano

Tragica notizia per il Circolo, questa mattina. A soli 20anni è morto Andrea Stucchi, giovane promessa del tennis italiano, a causa di un tumore alle ghiandole linfatiche. Era ricoverato in ospedale da alcune settimane, e appena appresa la notizia tutti i soci del Circolo e il presidente, si sono stretti in un grande dolore. I funerali si svolgeranno mercoledì mattina, alle 10, presso la Chiesa di Santa Chiara in Piazza dei Giochi d'Elfici a Roma. Nato a Roma il 23 marzo del 1991, Andrea, seguito dai maestri Bruno Orecchio e Daniele Baldassarri, si era messo in luce nel 2007 vincendo il torneo Eta under 16 di Foligno. Proprio quel risultato gli valse la convocazione nella squadra nazionale guidata da Giancarlo Palumbo. Nello stesso anno ai campionati europei di Mosca fu fermato solo in finale dal bulgaro Grigor Dimitrov. Stucchi fu anche convocato in Coppa Borotra dove giocò tutta la prima fase ma non la finale a causa di un infortunio. Nello stesso anno si laureò campione italiano under 16 superando nella finale di Perugia Alessandro Bega. Non solo tennis però nella vita di Andrea; come ricorda Daniele Baldassarri, l'ultimo suo maestro di tennis al Circolo: "si è diplomato al liceo classico, con grande votazione finale, tutti eravamo così contenti....perché non è semplice portare avanti la carriera professionistica e studiare sodo, come faceva lui. Era un grande ragazzo, dotato di spirito di sacrificio e dedizione al lavoro, serio e sempre preparato". Con il passaggio al circuito professionistico Stucchi aveva scelto di allenarsi in Spagna ma proprio all'inizio di quest'anno la decisione di ritornare in Italia, all'Accademia di Simone Ercoli. L'ultimo match lo aveva giocato ad inizio marzo in Portogallo, nelle qualificazioni del 10mila dollari di Loulè. Aveva un sogno Andrea, giocare gli Internazionali d'Italia nella sua Roma (lo aveva confessato, giovanissimo, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport). Anche Bruno Orecchio, il direttore sportivo del Tennis del Circolo, lo ricorda con tanto dolore: "Lui era venuto da me quando aveva ancora 11 anni, e io sono stato il suo primo maestro di tennis. Ero fiero di avere Andrea come allievo, perché è sempre stato un ragazzo educato, intelligente, colto, e sempre attento. Mi piaceva tanto quando giocava a tennis due ore, e poi mi chiedeva di rimanere ancora al campo: non si stancava mai, era sempre pronto a nuove sfide, e cercava ogni giorno di migliorarsi. Seguiva tutto quello che gli dicevo, era molto ricettivo, un esempio per molti altri ragazzi. Per noi, tutti, qui al Circolo, oggi è una giornata triste e di grande dolore". Alla sua famiglia vanno le condoglianze del Presidente, Andrea Tinarelli, e di tutto il Circolo Canottieri Roma.

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