PRESENTAZIONE DI "AHIME' PARLO IL FRANCESE"

Esistono storie su cui questo Paese poco si sofferma, o che tratta sommariamente. Storie che hanno generato altre storie e che a loro volta hanno avuto protagonisti straordinari. Una di queste riguarda Giuseppe Codacci Pisanelli, deputato dell'Assemblea Costituente e, per la DC, in cinque legislature. Ministro della Difesa (governo De Gasperi), prima, e dei Rapporti con il Parlamento (Fanfani e Leone), poi. Fondatore dell'Università di Lecce. A raccontarla è Emanuele Codacci-Pisanelli, uno dei suoi otto figli e socio del Circolo Canottieri Roma, in un interessante volume dal titolo "Ahimé parlo il francese" (Manni Editori). Un libro che l'autore presenterà al Canottieri Roma mercoledì 8 maggio alle 18.30 assieme al consocio Bruno Manfellotto, che ha curato la prefazione.

Sulle pagine, tutti gli insegnamenti di un padre, ma anche un lavoro certosino sugli appunti che Codacci Pisanelli teneva. Note in cui comparivano nomi che hanno segnato le vicende di questo pianeta, a partire dal John Fitzgerald Kennedy ritratto nella foto di copertina assieme al protagonista del libro. L'immagine dell'incontro nello Studio Ovale del 9 gennaio 1962 mentre Codacci Pisanelli, allora presidente dell'Unione interparlamentare, era chiamato a dividersi tra la Washington di JFK e la Mosca di Nikita Kruscev. Sul tavolo le trattative per il processo di pace tra USA e URSS. Tutto contenuto in quegli appunti, desecretati dalla Cia soltanto cinquant'anni dopo. 

E ancora i rapporti con l'imperatore del Giappone, lo Scià di Persia, in Europa con Charles De Gaulle. L'incarico di osservatore ai processi di Dachau e Norimberga su convocazione di Eisenhower. In mezzo anche un gustoso retroscena: fu infatti proprio Codacci Pisanelli a presentare la Regina d'Inghilterra a Fanfani, il quale, non esattamente a proprio agio con la lingua inglese, decise di affidarsi al suo ministro tanto preparato.

Fino ad arrivare, appunto, a quell'incontro nello Studio Ovale. "Pochi in Italia - scrive oggi Emanuele Codacci Pisanelli - sapevano che quel rappresentante del nostro Parlamento fosse lì per l'equilibrio tra le nazioni e la pace mondiale. Alle trattative l'Italia non era convocata; erano però affidate a un italiano". Uno statista, un padre.  

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