
Domenica 25 gennaio, come ogni anno, il Circolo Canottieri Roma terrà un momento di commemorazione dedicato alla Giornata della Memoria, un appuntamento ormai consolidato al quale il Circolo tiene in modo particolare e che rappresenta un’occasione di riflessione condivisa e partecipata.
Come ogni anno il ricordo delle vittime della Shoah sarà guidato dal socio Massimo Amati che ha scelto con cura le letture e le poesie che ci faranno ripercorrere questo viaggio nel passato. La commemorazione sarà arricchita da letture di testimonianze e brevi momenti musicali, pensati come pause di raccoglimento e ascolto. Gli interventi musicali saranno eseguiti dal maestro Antonio Di Poli, che accompagnerà la narrazione con musiche dedicate.
Il cuore dell’incontro sarà dedicato al ricordo delle marce della morte, uno degli episodi più drammatici degli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. Con l’avanzata dell’esercito sovietico, il regime nazista decise di evacuare i campi di concentramento situati soprattutto in Polonia, trasferendo i deportati verso i campi all’interno della Germania, tra cui Dachau, nel tentativo di cancellare ogni possibile testimonianza degli orrori compiuti.
Decine, forse centinaia di migliaia di prigionieri furono costretti a marciare a piedi per lunghi tragitti, in pieno inverno, con temperature che scendevano anche a venti gradi sotto lo zero. Fame, stanchezza, violenze e malattie segnarono quei percorsi di morte, nei quali moltissimi persero la vita.
Tra coloro che sopravvissero vi fu Liliana Segre, allora sedicenne. Il suo racconto, preciso e doloroso, rappresenta oggi una delle testimonianze più importanti per comprendere fino in fondo la brutalità di quelle deportazioni forzate. Le sue parole continuano a parlare alle coscienze, trasformando la memoria in responsabilità.
Un’altra voce fondamentale è quella di Elie Wiesel, scrittore, saggista e Premio Nobel per la Pace. Sopravvissuto anche lui alle marce della morte, ha affidato alla letteratura una delle opere più intense sulla Shoah, La notte, un libro che racconta l’esperienza dell’annientamento e della perdita, diventando un riferimento universale per la memoria del Novecento.
Durante la commemorazione al Circolo Canottieri Roma, alcuni brani tratti da queste testimonianze saranno letti e condivisi con i presenti, alternati ai momenti musicali, in un percorso di ascolto che unisce parola e suono.
Ricordare non è soltanto un dovere storico, ma un atto civile. Con questa iniziativa, il Circolo rinnova il proprio impegno a custodire la memoria del passato, affinché il ricordo delle vittime continui a essere un monito contro ogni forma di odio, indifferenza e negazione.



